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L’11 maggio 2026 ha consegnato al Nord Italia una delle giornate convettive più intense della stagione. Una linea temporalesca a propagazione zonale ha attraversato la pianura padano-veneta da ovest a est, con celle prevalentemente supercellulari che hanno scaricato grandine di grosse dimensioni dalla Lombardia centro-orientale fino alla bassa friulana. Il bilancio mappato dal sistema Datameteo Now Grandine si chiude su numeri da giornata storica: 289 comuni colpiti, 23 province, 5 regioni, 750 segnalazioni e oltre 3,82 milioni di residenti nelle aree interessate.
Il dato meteorologico più significativo della giornata sono i sei eventi classificati GSI 5, la massima intensità della scala Hail Severity Index: grandine di diametro elevato, accumulo al suolo e danni estesi. Un numero triplo rispetto alla media stagionale di giornate convettive equivalenti.
Il GSI di Datameteo è un indice di severità normalizzato che classifica ogni grandinata su una scala crescente, integrando diametro dei chicchi, accumulo al suolo e potenziale di danno. Valori di GSI ≥ 3 identificano eventi severi con alto impatto su colture, veicoli, coperture e impianti fotovoltaici. GSI 5 corrisponde alla grandine estrema, con chicchi di grosse dimensioni e danni diffusi sul territorio.
La giornata si è aperta già nelle ore centrali con i primi nuclei convettivi in attivazione sul Piemonte settentrionale e sul Varesotto, dove le grandinate sono rimaste prevalentemente di intensità moderata (GSI 1). Ma è nel pomeriggio che la situazione è degenerata: l’asse di propagazione ha investito in successione Bergamo, Brescia, Verona, Treviso, Venezia, Padova, Udine e Gorizia, con celle a struttura prevalentemente supercellulare che hanno scaricato grandine di grosse dimensioni nelle aree comprese tra il basso Garda, la pianura veronese, il trevigiano centrale e la bassa friulana.
La distribuzione geografica dei sei eventi di severità massima non è casuale: tre di questi cadono entro un raggio di 40 km sull’asse Brescia – Verona, gli altri tre proseguono la stessa traiettoria verso est, fino al Goriziano. È la firma di una linea convettiva persistente, alimentata in modo continuo dal flusso pre-frontale sul piano padano-veneto.
Palazzolo sull’Oglio, nella bassa bresciana, è l’evento singolo più impattante della giornata: 16 segnalazioni dirette dal territorio, l’epicentro del cluster lombardo-orientale. A pochi chilometri, sempre in Franciacorta, il GSI 5 di Erbusco e i GSI 4 di Rovato, Travagliato, Cazzago San Martino e Cologne configurano un cluster severo eccezionalmente compatto: l’area più pesantemente colpita dell’intera giornata.
La provincia di Brescia chiude la giornata come vero epicentro nazionale: 52 comuni interessati, 143 segnalazioni, oltre 591.000 residenti esposti, due eventi GSI 5 e quattro GSI 4. Subito dopo si collocano Venezia, Verona, Treviso, Udine, Bergamo e Padova, a confermare la natura trasversale dell’evento.
I 39 comuni con GSI ≥ 3 sono distribuiti su tutte e tre le regioni principali (Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia), a riprova del fatto che non si è trattato di un singolo temporale ma di una linea di celle che si è propagata e rigenerata in successione per oltre 350 km.
L’impatto sui capoluoghi è stato significativo. La città di Verona chiude al primo posto per numero di segnalazioni (22) classificata GSI 4: si tratta del valore massimo registrato in un capoluogo nella giornata. Seguono Treviso (GSI 4, 20 segnalazioni) e Brescia (GSI 3, 16 segnalazioni). Anche Venezia (11 segnalazioni) e Padova (8 segnalazioni) compaiono nel quadro, pur con intensità GSI 1-2, con le segnalazioni concentrate sulla terraferma e nelle frazioni periferiche.
Tra i comuni colpiti spiccano per densità abitativa Monza (3.622 ab/km²), Pioltello (2.678), Padova (2.216), Brescia (2.102) e Seriate (1.942 ab/km², GSI 3): l’esposizione delle aree ad alta densità edilizia amplifica l’impatto della grandine su veicoli, coperture e infrastrutture, fattore chiave nella valutazione dei danni assicurativi.
L’analisi della severità mostra una distribuzione fortemente sbilanciata verso gli eventi di alta intensità:
Il 31% dei comuni mappati ha registrato un’intensità GSI ≥ 2, una proporzione ampiamente superiore alla media stagionale (10-12% nelle giornate convettive ordinarie). Il 14% dei comuni è classificato come evento severo (GSI ≥ 3): un dato che colloca l’11 maggio 2026 fra le tre giornate più intense della stagione convettiva in corso.
Dal punto di vista tecnico, l’evento è stato alimentato da un marcato afflusso di correnti instabili da sud-ovest che hanno interagito con l’umidità pre-frontale accumulata nei bassi strati della Pianura Padana. La combinazione ha prodotto un contrasto termico e un gradiente di instabilità sufficienti a generare celle a struttura supercellulare, con forti correnti ascensionali e capacità di rigenerazione lungo la stessa traiettoria.
La propagazione zonale della linea convettiva – orientata ovest/est lungo il piano padano-veneto – ha permesso ai sistemi temporaleschi di mantenere la loro intensità per centinaia di chilometri, esponendo a grandine severa territori normalmente colpiti in modo asincrono. Le aree maggiormente esposte sono risultate la pianura padano-veneta orientale e la bassa friulana, dove la convergenza tra aria umida pre-frontale e ingressi più freddi da nord-ovest crea le condizioni ideali per la formazione di grandine di grosse dimensioni.
Il sistema Datameteo Now Grandine ha monitorato in tempo reale l’intera linea temporalesca dell’11 maggio, classificando comune per comune l’intensità degli eventi e producendo il database certificato da cui è tratta questa analisi. Uno strumento fondamentale per catalogare e normalizzare la severità meteorologica sul territorio.
L’11 maggio non è un caso isolato. La stagione convettiva 2026 sta procedendo con una frequenza di giornate severe superiore alla climatologia degli ultimi dieci anni, sostenuta da temperature di superficie del Mediterraneo elevate e da pattern atmosferici favorevoli alla formazione di temporali a mesoscala. Per i settori più esposti – agricoltura, fotovoltaico, automotive, gestori assicurativi – il rischio grandine si conferma in aumento e con una finestra temporale sempre più ampia, che ormai si estende ben oltre il classico periodo maggio-agosto.
Datameteo continuerà a seguire e certificare gli eventi più severi attraverso il sistema Now Grandine, pubblicando aggiornamenti e analisi tecniche su questo blog. La mappa interattiva dell’evento dell’11 maggio, con dettaglio comune per comune di GSI, segnalazioni, popolazione e densità abitativa, è consultabile nel report dedicato.
Il potenziale era altissimo, ma i modelli piazzavano i temporali a ridosso delle Alpi. Le supercelle sono nate cento chilometri piu' a sud, di notte e lungo il Po. Il team Eventi Estremi Datameteo ha risposto con tre allerte successive guidate dal nowcast
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Nei primi quattro mesi e mezzo del 2026 sono stati censiti 950 eventi grandine in 758 comuni, ancora prima dell'inizio della stagione estiva. Lombardia in cima per severità: 5 eventi GSI=5 e oltre 6 milioni di persone esposte nel solo cluster del 19 april


